SEVERINO CHIARELLO MONFORTE L'ULTIMO TROVATORE IN LINGUA VENETA DELLA TERRA DI ARZIGNANO Non solo poesia...
Un'altra grande passione nella vita di Severino è l'Archeologia. Ricercando punte di freccia, trova presso l'Altura di Arzignano, nella zona dietro l'attuale cimitero, degli scheletri con dei corredi funerari riconosciuti poi, da archeologi del museo di Verona, come scheletri di soldati longobardi.
Chiama il prof. Ettore Motterle che a sua volta informa immediatamente la soprintendenza delle belle arti. Alla fine porteranno alla luce le sepolture di 17 Guerrieri Longobardi complete di arredi, tutte ora conservate al museo di Verona. Purtroppo Arzignano non è stato sensibile a queste scoperte e solo il museo locale di Montecchio Maggiore ospita qualcuno di questi resti.
Severino lascia i Longobardi agli esperti e si trasferisce nella zona delle Tezze ricca di resti di insediamenti romani o imperiali trovati nella località e scavando vicino ad un'altra cava abbandonata in località Canove, nella frazione Costo, scopre una grande pietra squadrata che si rivelerà essere, dopo le verifiche della Soprintendenza, parte di un'opera idrica di epoca imperiale.
Con l'aiuto del prof. Boscardin e del Comm. Fracasso viene creata l'associazione etnologica ed etnografica. Parte del materiale raccolto nel tempo da Severino e dai membri dell'Associazione, è stato esposto nel Museo Etnologico Etnografico della Valle del Chiampo inaugurato nel Maggio 2010 alla presenza di Severino e che l'Amministrazione Comunale titolerà alla sua memoria il 29 Ottobre 2011 con una cerimonia allo svolgimento della quale la Pro Loco darà il Suo contributo attivo. Severino è stato, a suo modo, un precursore anche nell'etere. Nei primi anni ottanta apre una radio libera : “Radio Aldebaran” il nome luminoso della stella più brillante della costellazione del Toro. Il suo nome deriva dalla parola araba al-Dabaran, "l'inseguitore", in riferimento al modo in cui la stella sembra seguire l'ammasso delle Pleiadi nel loro moto notturno, un nome adatto ad una radio che, con le sue trasmissioni, ha cercato di inseguire nel territorio uno scopo didattico.
Con molti sacrifici economici, vendendo anche un violino molto prezioso, inizia a trasmettere da casa sua e successivamente in un appartamento in affitto. L'esperienza è durata 12 anni con trasmissioni incentrate sui filò, canzoni popolari locali, interviste e letture, tra cui quella integrale a puntate della cantica Inferno della Divina Commedia, senza tralasciare il dialogo telefonico con le persone. Il target era adulto e, soprattutto la notte, era facile ascoltare qualche richiesta di aiuto per la soluzione di problemi anche molto personali.
Anche in tutte queste attività c'è sempre la presenza discreta e generosa della Signora Rosalia, amata moglie del poeta, che lui rimpiange di aver trascurato. Quello che colpisce in questa “vestale” totalmente dedita a lui, è lo sguardo sereno nonostante la vita le abbia riservato non poche burrasche personali.
Non ultima e non meno importante la partecipazione di Severino alla fondazione dell'associazione ASFAPRETO sorta per aiutare le persone con problemi di tossicodipendenza. Anche qui l'animo pionieristico di Severino compare con tutta la sua forza. Furono i primi, nel bene e nel male, nei primi anni 70 ad offrire un aiuto morale e psicologico ai tanti giovani tossicodipendenti della nostra zona. Giovani che purtroppo oggi hanno già concluso, per la maggior parte, la loro breve e travagliata esistenza.
|