| LA BATTAGLIA DELLA SACCISICA 2° parte |
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Francesco il Novello Dopo la prima sconfitta i Carraresi continuarono, comunque, ad espandersi nel nord Italia. Quando all'inizio del 1400 muore Gian Galeazzo Visconti di Milano, Francesco il Novello succede al padre alla guida di Padova e dichiara guerra alla signoria milanese. Vuole conquistarne soprattutto i possedimenti veneti. Venezia adesso ha due obbiettivi: ridimensionare la potenza di Padova e provare ad allargarsi sulla terraferma. Si allea allora con Milano ed invia un ultimatum ai Padovani attraverso un trombettiere. Francesco il Novello rifiuta l'ultimatum dicendo : “Facciamo di questo trombettiere un leone di San Marco” e ordina che gli vengano tagliate le orecchie ed il naso. A causa di questo atto crudele la guerra tra Padova e Venezia è inevitabile. L'11 settembre 1404 inizia la sfida, la guerra è ormai in corso da quattro mesi e mancano sei giorni alla battaglia della Saccisica. 4000 dei 10000 soldati dell'esercito veneziano combattono in territorio vicentino e stanno prevalendo, senza problemi, sui padovani. Il troncone principale delle truppe della Serenissima, invece, è partito da Mestre e marcia, avanzando con difficoltà, verso il confine padovano che corre lungo il fiume Brenta nella pianura Saccisica. Nell'esercito veneziano abbondano i soldati di ventura ovvero i mercenari. Italiani, soprattutto milanesi, e stranieri. Venezia, grazie alla sua ricchezza, può permetterseli. Uno dei corpi autoctoni è quello dei “balestrieri” la componente più rappresentativa delle truppe della Serenissima, tutti i cittadini maschi della Repubblica erano tenuti, infatti, a fare pratica con la balestra. ./. continua ..... |

