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LA LUCE NELLE CATTEDRALI GOTICHE

La luce delle cattedrali aveva un significato spirituale perché in relazione con la divinità, di conseguenza  la casa di Dio, doveva essere il tempio della luce ma anche la rappresentazione sulla terra della Gerusalemme celeste la cui ricerca fu una delle più grandi aspirazionei nel Medioevo
Perché questo avvenisse la cattedrale doveva avere tutte le caratteristiche della città di Dio: essere grande, simmetrica e, nello stesso tempo, proporzionata. L'utilizzo dell'arco ogivale o a punta, i contrafforti e gli archi consentivano di alleggerire i pesanti muri di pietra e aprire quasi completamente le pareti. Le cattedrali divennero emblema e orgoglio delle città che fiorivano e delle loro oligarchie sempre più potenti.

Le cattedrali gotiche non si caratterizzavano solo per la luce ma anche per il colore  che traspariva dalle splendide vetrate  che coprivano i finestroni aperti nelle pareti. Per la prima volta l'uomo poteva giocare col colore e padroneggiarlo, poteva trasformare le tonalità naturali della luce e trasformarla utilizzando una vetrata che “tingesse” i raggi del sole. Fin dall'antichità i colori hanno avuto un valore simbolico e così fu anche nel Medioevo.  L'azzurro per i vetrai antichi era un colore caldo perché rappresentava l'aria. Il rosso simboleggiava la violenza e la forza, il verde era il caos mentre il giallo simboleggiava l'eccitazione e la trasgressione. Dato che Dio era luce, dare più spazio al colore nelle cattedrali significava ampliare lo spazio di Dio e dargli maggior presenza nella sua casa. Il colore non era presente solo sulle vetrate, anche le facciate delle cattedrali gotiche e le loro sculture  avevano un aspetto policromo.


 

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